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Time Attack a Franciacorta
Photo Credit: Fabio Roncoroni

Time Attack a Franciacorta

Il Time Attack Italia è pronto alla quinta tappa dell’edizione 2018. Questa volta il campionato sarà di scena all’autodromo di Franciacorta, domenica 7 ottobre. Con i suoi 2519 metri, distribuiti su 13 curve, il circuito lombardo vedrà le evoluzioni di 76 iscritti che andranno a caccia al miglior tempo.

Ci saranno quattro sessioni cronometrate in programma, con la WD Automotive di Andrea Scorrano che, anche ascoltando le richieste dei concorrenti, ripropone un collaudato schema: il Turno 1 (alle 9) e il Turno 3 (alle 13.35) saranno liberi, mentre a valere per la classifica di gara saranno il Turno 2 (alle 11.30) e il Turno 4 che si svolgerà dalle 16.05 con la formula del Superlap.

Sarà presente e tra i protagonisti Serse Zeli, attuale leader assoluto del campionato e vincitore a Monza, Misano e Imola. Il pilota svizzero, infatti, ha voluto esserci a tutti i costi nonostante stia preparando ad una sfida particolare: porterà la sua Mitsubishi Lancer Evo X al Sidney Motorsports Park, in Australia, per affrontare il 12 e 13 ottobre il World Time Attack Challenge. Un appuntamento che ogni anno mette a confronto i nomi più agguerriti a livello mondiale della disciplina, e che vedrà Zeli come ideale “ambasciatore” della serie tricolore. Insieme a lui, con il team di famiglia J-Spec Performance, anche Olivia Merlini protagonista in questa stagione nella divisione Supercar.

Zeli ha sempre in Piero Randazzo il suo avversario principale per la lotta al primato nazionale: a dividerli ci sono 30 punti (390 a 360), con il pilota napoletano che ha raccolto il bottino pieno ad Adria. Quella veneta era peraltro la pista del calendario più simile a quello in Franciacorta, fattore che potrebbe di nuovo esaltare le caratteristiche tecniche della sua Lotus Exige V6 a motore centrale.
A voler recitare un ruolo da protagonista anche Roberto Romani, terzo a 290 con la sua BMW M3 E46, e soprattutto il campione 2017 Andrea Gazzetti a 230, anche lui su Lotus, sempre in cerca della prima vittoria in stagione. Attenzione inoltre a Roberto Govoni (BMW 320is) e Manuel Gadeschi (Subaru Impreza), che seguono rispettivamente a 210 e 180 lunghezze.

Zeli domina anche la sua classe Extreme 4WD, mentre Randazzo arriva saldamente al vertice della Extreme 2WD dove si segnala il rientro di Dayda e della sua Nissan S13. Sta appassionando il duello in Pro 2WD fra Simone Barri (BMW 335) ed Alan Simoni (Honda NSX), appaiati a quota 180 con gli stessi risultati: due vittorie e due secondi posti, in attesa di scoprire chi avrà la meglio in questo weekend.

La classe Supercar ha in Diego Locanto, su Porsche 991 GT3, il suo leader ma la pattuglia si arricchisce di un’altra Dallara Stradale guidata da Andrea Lewy, che affiancherà quella di Alexander Steward già presente ad Imola.

Dino Cicala (BMW M3 E46), Omar Paravati (Honda Civic Type-R) e Lorenzo Gariboldi (Citroen Saxo VTS) sono fin qui imbattuti nelle rispettive categorie, Street RWD, Street Limited e Pocket Rocket NA. Proprio in Street RWD, il Time Attack Italia accoglie per la prima volta una Alfa Romeo 4C della wild-card Andrea Lesmo.

Pietro Bacchi (Honda Civic Type-R) si presenta in vetta alla Super 2000, Marcello Colnaghi (Mini Cooper S) alla Pocket Rocket TB, ma Rino Gabucci (Abarth Grande Punto) e Matteo Gualandi (Mini Cooper S) sono ormai distanti solo 10 punti. Nella Street 4WD la battaglia per il tricolore è un duello a due fra Diego Lucini e Giulio Fanton, entrambi su Mitsubishi Lancer Evolution IX, ora affiancati a 170 punti. Alex Rasetta (Volkswagen Golf GTI) arriva al comando della Street FWD, ma deve guardarsi dalla minaccia dell’ucraino Ievgen Rakhmailov (Honda Civic Type-R), forte del primo successo personale nello scorso round. Pierantonio Macola (Porsche 930) resta invece il riferimento nello speciale trofeo riservato alle vetture storiche.

Ad arricchire il palinsesto, anche in quest’occasione, ci saranno quattro turni aggiuntivi di track day da 25 minuti che si svolgeranno alle 11.05, 13.10, 15.40 e 17.35.

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