Campionato Italiano Gran Turismo
Mancinelli avanti a tutta dritta
Photo Credit: ACI Sport

Mancinelli avanti a tutta dritta

Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori. Aggiungeremmo anche di “piloti” sull’incisione che campeggia sulle quattro facciate del Palazzo della Civiltà Italiana di Roma. Perché allo stesso modo le loro imprese rimangono nella memoria di chi ama questo sport, che spesso e volentieri ci permette di conoscere dei veri e propri talenti.

Proprio in tema di talenti abbiamo intervistato Daniel Mancinelli, uno di quelli che di strada fuori e dentro la pista ne ha fatta, navigando tra le monoposto come la Formula Renault 2.0 in cui vanta un titolo, fino al raggiungimento del sogno americano grazie al Pirelli World Challenge, in cui al volante di una “rossa” di Maranello è stato tra i protagonisti in più di una stagione.

A Mancinelli abbiamo chiesto di raccontarci come sono andate le cose.

Daniel da dove nasce la tua voglia di correre?

“La mia iniziazione è opera di mio padre, che da bambino mi ha messo sui kart neanche a quattro anni. Ho iniziato a prendere parte ad alcune gare ed ho scoperto che per sua sfortuna o fortuna (dice sorridendo), piaceva di gran lunga più a me che a lui. A otto anni ho iniziato a gareggiare fino ad arrivare ad affrontare programmi internazionali con squadre ufficiali come la Tony Kart. A 17 anni è avvenuto il passaggio alle monoposto. Inizialmente Formula Azzurra. Poi la Formula Renault in cui ho vinto il titolo nel 2009. In seguito è stato il turno della Formula 3, in cui sono arrivato quarto nel Campionato Italiano. Dal 2012 sono passato ufficialmente alle GT. Ho preso parte ad alcune serie di riferimento come la Carrera Cup Italia dove ho sfiorato il titolo, proprio come nel Ferrari Challenge Europe nel 2013. Nel 2017 sono sbarcato in America gareggiando nel Pirelli World Challenge sempre al volante di una Ferrari 488 GT3, vettura con cui ho preso parte davvero a tante gare. Successivamente sono tornato a correre in Italia parallelamente alle gare sprint americane”.

In così tanti anni di corse, quale è il tuo ricordo più bello?

“Sicuramente la vittoria del titolo della Formula Renault 2.0. È sempre stata una serie di riferimento, da cui sono usciti veri e propri campioni del calibro di Felipe Massa. Avere il proprio nome nell’albo d’oro di questo campionato fa sempre provare una bella sensazione. Un altro bel ricordo è la 24 Ore di Spa del 2016, che è stata la mia prima gara endurance al volante di una 488 GT3 della Easy Race a cui sono molto legato. Per poi arrivare al debutto in America, dove ho ottenuto una pole position sul circuito cittadino di StPetersburg, mia prima esperienza con una GT su un tracciato cittadino”.

Cosa ti porti dietro dall’esperienza maturata in America?

“Oltre Oceano l’ambiente è molto più “friendly”. Ho visto molto show, le gare hanno un’altro spirito e tutto è rivolto allo spettacolo e all’intrattenimento del pubblico che è davvero numeroso. Anche la conformazione dei tracciati è molto diversa rispetto a quelli europei. Ho avuto modo di girare in due circuiti cittadini aggiungendo anche quello di Long Beach, dove ho sentito davvero il calore della gente”.

Se per assurdo ti dovessi trovare al volante di una macchina del tempo, cosa cambieresti della tua carriera?

“Forse ad un certo punto avrei dovuto tentare la strada del Formula 3 Europeo e della Formula 2 nel 2010, ma ad oggi sono davvero soddisfatto di aver scelto le ruote coperte che mi ha dato davvero delle gran belle soddisfazioni!”

Adesso cosa c’è nel futuro di Daniel Mancinelli?

“Il mio obiettivo è quello di arrivare a correre la 24 Ore di Le Mans, che è un desiderio che ho da tempo. Guardando più vicino invece in questo 2020 punto alla vittoria del GT Italiano con una squadra ed una vettura che svelerò nelle prossime settimane…”

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