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Liuzzi: sono un pilota vintage!

Liuzzi: sono un pilota vintage!

Di Emanuele Fasano.

La scorsa settimana nel paddock di Misano abbiamo incontrato Vitantonio Liuzzi, presente in Riviera in occasione di una sessione di test con la Lamborghini Huracán della FFF Racing, squadra con cui l’ex F1 ha gareggiato nell’International GT Open nel 2016 e 2017, sempre al volante di una GT3 di Sant’Agata Bolognese.

Quest’anno anche il pilota di Locorotondo è stato colpito dal Covid-19, ma grazie alle preziose cure dell’Ospedale di Chieti, dopo 25 giorni ha vinto questa sorta di “endurance” combattuta fuori dalla pista.

A Liuzzi abbiamo chiesto di raccontarci brevemente come sta iniziando la sua stagione.

Tonio, innanzitutto è bello vederti in forma, che programmi seguirai in questo 2021?

“Penso che anche questo sarà un anno particolare un po’ come lo è stato il 2020, ma speriamo che verso l’estate si possa intravedere un futuro più roseo. Nel frattempo mi sto allenando con la FFF insieme a Luciano Privitelio a cui sto facendo da coach e con il quale mi alterno al volante per togliere un po’ di ruggine. Lo seguirò quindi nel Super Trofeo e allo stesso tempo sarò anche in F4 al fianco di McQueen, un pilota cinese che seguo dallo scorso anno, mentre come steward mi aspetta il campionato di F1 e di Formula E. Mi tengo impegnato, ma punto anche a fare qualche gara in GT che mi manca tantissimo. Ho ancora fame di vittorie e di competizione”.

Parlando proprio di Formula E, come vedi questo campionato che negli anni sta crescendo sempre di più? Sarà un’antagonista della F1?

“Sono due mondi che viaggiano su binari differenti a prescindere dall’alimentazione delle monoposto o dal fatto che si parli di competizioni di altissimo livello. Le gare sono totalmente diverse come le prestazioni. Gli organizzatori della Formula E hanno svolto un lavoro eccezionale attraendo sempre di più l’attenzione dei fan e dei tecnici, grazie ad un format semplice e corse divertenti dove è interessante anche il confronto tra le case costruttrici. Qualcuno tende a paragonarla alla classe regina, che secondo me rimane l’apice del motorsport”.

Il mondo delle competizioni sta cambiando e sempre di più si parla di elettrico e di ibrido, come stai vivendo tutta questa elettrificazione?

“Mi sono sempre ritenuto un pilota vintage, amo i motori con una cilindrata esagerata con tantissimi cavalli che fanno un gran rumore. Quando sono partito a gareggiare in F1 con il V10 nel 2005, in pit lane con il limitatore vibrava l’asfalto, una sensazione indimenticabile. Posso ritenermi un nostalgico, ma se guardo quanti passi sono stati fatti da un campionato come la Formula E, sono sicuro che tanti appassionati troveranno pane per i loro denti anche in un contesto così diverso, ma altrettanto affascinante”.

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