Formula 1
La tragedia di Tom Pryce e Carlos Pace
Photo Credit: Wikimedia Commons (crazylenny2)

La tragedia di Tom Pryce e Carlos Pace

40 anni fa la Formula 1 perdeva in due eventi funesti, entrambi dalla dinamica assurda, due talenti del calibro di Tom Pryce e Carlos Pace. Fu un mese di marzo luttuoso per le corse quello del 1977. A Kyalami il Gran Premio del Sudafrica fu fatale al ventisettenne pilota gallese. Pryce era una delle promesse di quel periodo. Nella massima categoria vi era approdato nel ’74 con una Token (debuttando in Belgio), prima di passare al volante della Shadow, vettura con cui l’anno seguente aveva ottenuto la sua prima e unica pole a Silverstone. Nella sua carriera in F.1 si contano solo due podi: terzo in Austria nel 1975 e ancora terzo in Brasile nel 1976. Eppure quel ragazzo di buona famiglia, figlio di un sergente di polizia di Ruthin, un paesino del Denbighshire, aveva dimostrato di avere tanta stoffa. A Kyalami, nella terza gara della stagione, in quel weekend maledetto con il bagnato era stato il più veloce nelle prove libere, anche se alla fine si era qualificato in ottava fila. Poi il dramma, anzi la tragedia. Nel corso del 21° giro la vettura del suo compagno di squadra Renzo Zorzi si ferma per un problema a metà rettilineo, proprio davanti ai box. Sull’auto dell’italiano si sviluppa subito un principio di incendio. Zorzi ha qualche problema a staccare il tubo dell’ossigeno che collega il suo casco all’abitacolo, ma salta fuori dalla monoposto senza difficoltà. Due commissari scorgono la scena e precipitosamente decidono di attraversare la pista, proprio a ridosso del punto in cui una gobba dell’asfalto rende difficile scorgere le vetture che arrivano. Uno di questi si chiama Frederik Janse Van Vuuren, ha 19 anni e normalmente lavora nella biglietteria dell’aeroporto di Johannesburg. Un ragazzo dal volto pulito, improvvisato “pompiere” dagli organizzatori del circuito. Né lui, né il suo collega si rendono effettivamente conto di essere in grave pericolo. La March di Hans Joachim Stuck fa giusto in tempo a scartare leggermente per evitare di investirli. Subito dietro c’è la Shadow di Pryce, lanciata a 300 km/h. Il gallese probabilmente non si accorge di nulla e travolge Van Vuuren. Le immagini sono crude, con il giovane commissario colpito in pieno e lanciato in aria, prima di rovinare sul terrapieno a bordo dell’asfalto. Tra i primi ad accorrere è il fratello Jannie di 21 anni, che assiste alla scena allibito. Per Frederik non c’è nulla da fare. Ma la tragedia assume delle proporzioni più grandi, perché l’estintore portato a mano da Van Vuuren ha colpito in pieno volto Pryce strappando via il rollbar della Shadow. L’impatto è terrificante. La vettura del gallese, ormai senza vita, percorre tutto il rettifilo e finisce per colpire la Ligier di Jacques Laffite, prima di arrestarsi contro le reti di protezione. Pryce lascia una vedova, Nella, che aveva sposato due anni prima.

L’ULTIMO VOLO DI PACE. La trageda di Pryce ebbe l’effetto di scuotere l’intero “circus”. Già qualche settimana prima il campione del mondo in carica James Hunt aveva sollevato la questione legata alla sicurezza della testa del pilota. Un problema che ad oggi non è stato risolto, come testimonia il più recente incidente occorso al povero Jules Bianchi. Tra i colleghi di Pryce, ad avvertire il peso di questo enorme dramma fu anche Carlos Pace. Il brasiliano doveva essere l’erede di Emerson Fittipaldi, prima ancora di Nelson Piquet e Ayrton Senna. Ma anche per lui, in quel mese maledetto, il destino si rivelò beffardo. Il 18 marzo, quasi due settimane dopo l’incidente di Kyalami che avvenne sabato 5, Carlos morì a 32 anni in un incidente aereo. Era in Brasile per una breve vacanza nei pressi di San Paolo, la sua città natale. Fu il suo amico Marivaldo Fernandes a convincere un quasi reticente Pace a salire su quel piccolo Cessna. Doveva essere un volo breve, ma a causa di un temporale estivo la visibilità diventò critica. Un elemento determinante nell’impatto al suolo che costò la vita al pilota di F.1, a Fernandes e all’altro occupante dell’aereo, Carlos Roberto de Oliveira. La moglie di Pace, Elda, da cui ebbe due figli, Rodrigo e Patricia, che all’epoca avevano due e sei anni, raccontò che suo marito aveva pianto più volte nei giorni precedenti per la scomparsa di Pryce. Ancora non conosceva la sua fine. I suoi funerali si svolsero nello stesso weekend della gara di Long Beach (dove a prendere il suo posto sulla Brabham fu Hans Joachim Stuck)  e ciò non consentì a molti colleghi di prendervi parte. Al compianto pilota brasiliano è stato dedicato l’Autódromo José Carlos Pace di Interlagos. Nella sua carriera ha disputato 71 Gran Premi correndo con March, Surtees e Brabham (nella foto).

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I più gravi incidenti aerei e di elicottero nella storia delle corse

DataPilotaLuogo
12 aprile 1962Ron FlockhartMelbourne - Australia
4 ottobre 1970Curtis TurnerMahaffey - Usa
29 novembre 1975Tony BriseHertfordshire - Inghilterra
29 novembre 1975Graham HillHertfordshire - Inghilterra
18 marzo 1977Carlos PaceMariporã - Brasile
7 aprile 1982Harald ErtlGiessen - Germania
2 luglio 1985David PurleyBognor Regis - Inghilterra
14 gennaio 1986Thierry SabinMali - Africa
30 settembre 1988Al HolbertColumbus - Usa
12 ottobre 1990Alessandro NanniniSiena - Italia *
31 luglio 1991Al LoquastoFogelsville - Usa
1 aprile 1993Alen KulwickiBlountville - Usa
12 luglio 1993Davey AllisonTalladega - Usa
14 marzo 1995Carlos Menem Jr.San Nicholas - Argentina
14 febbraio 2000Tony Lee BettenhausenLeesburg - Usa
2 maggio 2000David CoulthardNizza - Francia **
24 ottobre 2004Ricky Hendrick IVStuart - Usa
16 settembre 2007Colin McRaeLanark - Scozia
30 marzo 2008David LeslieLondra - Inghilterra
30 marzo 2008Richard LlyodLondra - Inghilterra
23 settembre 2018Juan Marcos AngeliniCarreras - Argentina
3 maggio 2019Alessandro BonaciniPegognana - Italia

* Nell’incidente con il suo elicottero Alessandro Nannini si salvò, ferendosi gravemente all’avambraccio destro.

** David Coulthard rimase incolume, mentre nell’incidente perirono il pilota David Saunders e il co-pilota Dan Worley.

 

Nota: nell’incidente aereo di Linate dell’8 ottobre 2001 occorso all’MD 87 della SAS, perirono Robert Essebro, Robin Forsman e Alexander Karjaluoto, tre giovani kartisti che il giorno prima avevano partecipato al Torneo delle Industrie sul kartodromo di Parma.

 

 

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