Nascar Whelen Euro Series
Il sogno ad occhi aperti di Arianna: correre!
Photo Credit: Luca Bottazzi

Il sogno ad occhi aperti di Arianna: correre!

Arianna è uno dei piloti più conosciuti della NASCAR Whelen Euro Series, la serie continentale ufficialmente sanzionata dalla major americana. Protagonista della Divisione ELITE 2, la pilotessa emiliana ha debuttato in EuroNASCAR nel 2016, conquistando già al primo anno la Lady Cup e confermandosi come title contender, come direbbero gli americani, nelle successive stagioni sia nel trofeo Lady che nel Legend Trophy.

Il 2018 ha visto Lady NASCAR, il nickname che le hanno dato alcuni fedeli appassionati, conquistare il terzo posto nel Legend Trophy e sfiorare per un solo punto all’ultima gara la riconquista della Lady Cup al termine di un’appassionante stagione.

Cresciuta a…pane e benzina, ha assaggiato per la prima volta il gusto della guida in pista nel 1996, al volante di una Renault Clio Cup del celebre trofeo della casa francese. La carriera di Arianna è poi proseguita nelle più popolari serie turismo tricolore come la Saxo Cup, la smart Thompson Micro Cup, la Rover MGF Cup e il Mini English Trophy italiano.

Dopo una lunga pausa tra il 2002 e il 2013, Arianna ha fatto il suo ritorno in pista nel 2013 a bordo di una SEAT Ibiza Cupra Cup, disputando la 4 ore di Franciacorta grazie all’amica Valentina Albanese. E’ stato un attimo, il virus delle corse era tornato più forte che mai e così nel 2015 Arianna si presenta al via dell’intera stagione del SEAT Ibiza Cup.

Poi la folgorazione, come lei stessa ammette, in un test nell’inverno 2015 che le rapisce il cuore: gli oltre 400 cv del V8 americano delle NASCAR europee e la sfida di un contesto internazionale completamente nuovo sono un richiamo troppo forte. Nasce così la sua avventura nella NASCAR Whelen Euro Series, che la vedrà protagonista dei Playoffs di fine stagione a bordo della #56 schierata dalla CAAL Racing. Nelle ultime due stagioni Arianna ha condiviso la vettura con Alon Day, due volte campione della NASCAR Whelen Euro Series, creando un marchio indelebile nella storia del campionato con la gialla #54 della scuderia umbra. Cosa succederà nel 2019? Arianna ci promette di svelarcelo nelle prossime settimane!

Nel frattempo Arianna si è confidata ai microfoni di leadlap.de e PressRacing.

– Cosa significa per te correre? Cosa’è che ti piace di più?

Correre è vita! Sto vivendo un sogno, davvero. Poter fare della propria passione qualcosa di molto più è impagabile! E’ un mix di sfida con te stessa e tutto quello che ti circonda. La cosa più bella è quella sensazione che ti porti a casa dopo una gara: esperienze, emozioni, risultati e quel “link” che si crea tra le persone che condividono con te il weekend di gara. Parlo dei ragazzi del team ma non solo, anche gli addetti ai lavori, gli appassionati. E’ qualcosa di particolare e difficile da spiegare a parole. Bisogna viverlo!

– Perchè hai scelto l’EuroNASCAR?

Perchè la NASCAR europea è pure racing : puoi vivere le corse con quello spirito unico che solo guidare una vera macchina da corsa senza alcun aiuto elettronico può darti. Sei tu e il tuo team, non c’è nessun sistema elettronico che ti salvi: devi guidare, capire la macchina e saperla gestire! Il team e il pilota possono fare la differenza. E’ un format dove talento, duro lavoro e passione sono gli unici ingredienti che contano per il risultato finale. Amo questo tipo di gare perchè c’è vera lotta in pista, sportello contro sportello, con tante vetture di pari prestazioni e dove il fattore umano diventa determinante, sia nella guida che nella messa a punto. Una macchina sincera, pesante, da capire ma che ti da davvero tanta soddisfazione quando riesci a domarla.

– Ne parli come se ci fosse qualcosa di speciale che non trovi in altri campionati…

In effetti è così. Pensaci bene, gli altri per la maggior parte sono per lo più campionati a se. L’EuroNASCAR fa parte della grande famiglia NASCAR e sono gli americani per primi a farti sentire parte di un qualcosa di grande, di speciale, di…”più”. Quasi una filosofia di corse. Non è solo un campionato sportivo. NASCAR ha una visione diversa delle corse rispetto a noi europei, il mondo NASCAR è fatto piloti, team, circuiti, spettacolo e fans, in un mix e con un legame che non trovi altrove. E’ uno stile di vita, più che di corse, diverso sotto molti aspetti da ciò che vedi nel GT, nelle monoposto o nell’endurance.

– Sei soddisfatta di ciò che hai ottenuto nelle tue recenti stagioni in EuroNASCAR?

Probabilmente il mio miglior risultato è stata la mia crescita personale. Diventare un pilota EuroNASCAR ha probabilmente cambiato la mia prospettiva e la mia vita, in meglio. Mi ha aiutato in tanti aspetti. Ho avuto la possibilità di vivere esperienze che non avrei mai potuto neanche immaginare se non avessi corso qui. Non solo in termini sportivi, ma anche al di fuori delle piste e delle competizioni.

– Spiegati meglio

L’approccio NASCAR alle competizioni non è tutto focalizzato sulla guida e l’assetto della macchina, da questo punto di vista ho imparato molto lavorando a stretto contatto con i ragazzi di CAAL Racing. Si impara tanto anche per quello che riguarda strategia e, visto il tipo di corse, contatto. Ho avuto anche la possibilità di correre su ovale, non propriamente usuale per un pilota europeo, un tipo di gare con un approccio decisamente spettacolare, con regole precise ed uno stile di guida ad hoc per affrontare le curve e i banking senza possibilità di errore visto che il catino di asfalto è circondato da muri in cemento. Adrenalina, ritmo e concentrazione a livelli estremi. Il prossimo step di questo mio sogno è trovare il budget necessario per permettermi di correre una gara NASCAR su un ovale negli Stati Uniti. Ci penso spesso…

– E poi ci sono i fans…

Un altro punto non meno rilevante è il feeling che ti trasmettono i tanti appassionati NASCAR che vengono a vedere le nostre gare. Non è come negli degli Stati Uniti, ma è ad un livello superiore rispetto a qualsiasi altro campionato europeo e continua a crescere con la crescita della serie in Europa. Essere fermata per un autografo, una chiacchierata, una foto, poter realizzare il sogno di qualcuno, sentire l’affetto e il supporto di tante persone, provenienti da ogni angolo del mondo… esiste qualcosa di più speciale? Ti senti veramente parte di qualcosa di diverso.

– Se dovessi scegliere un momento in particolare in EuroNASCAR?

Non c’è un ‘best moment’ in particolare ma tanti singoli episodi mixati insieme. Tutte le volte che miglioro qualcosa con me stessa e porto a casa un buon risultato per me e il team è qualcosa di speciale per me.

– Quali sono i tuoi obiettivi e piani per la stagione 2019? Correrai ancora in EuroNASCAR?

Certamente! L’obiettivo è sempre lo stesso: poter lottare per la Lady Cup e il Legend Trophy, anche se il focus principale rimane fare del mio meglio per migliorare le mie performance gara dopo gara. L’unica differenza è che al momento ho il budget per fare solo sei gare su sette quest’anno, spero di trovare altri partner che mi aiutino a fare qualche test in più per prepararmi al meglio per la stagione e, perchè no, che mi aiutino a realizzare il mio sogno di correre negli Stati Uniti.

Intervista a cura di Andrè Wiegold
Traduzione Massimiliano Palumbo

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