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Gran ritorno di Amaduzzi

Gran ritorno di Amaduzzi

All’anagrafe ha 46 anni compiuti proprio da qualche giorno, ma Davide Amaduzzi sembra aver fatto un “patto col diavolo”. Il pilota bolognese è inarrestabile. Ha corso, trovando il successo, in Europa e lo stesso ha fatto e continua a fare oltre oceano. La sua carriera lo ha visto protagonista nelle monoposto, prima di farsi strada nel GT e nelle ruote coperte.

Pilota serio, veloce, meriterebbe forse più gloria di quella che ha avuto. “Alla fine ho trovato quello che cercavo: emozioni, adrenalina, qualcosa che mi svegliasse di colpo come una secchiata d’acqua gelata in spiaggia sotto il sole, mentre dormi”. Le sue parole riassumono in maniera efficace il suo ritorno alle corse su ovale della NASCAR Whelen All American Series, avvenuto lo scorso 28 luglio sul circuito del Tucson Speedway, nella divisione Super Trucks.

In Arizona, Amaduzzi ha fatto il suo ritorno alle gare ovali con il team Ricky Bogart Motorsport, interrompendo così una pausa durata cinque anni. E non ha neppure deluso, visto che alla fine ha conquistato un 11° piazzamento. Tanto per fargli ritornare una volta per tutte la voglia. Così il pilota emiliano scenderà nuovamente in pista a Tucson il prossimo 25 agosto, questa volta per affrontare una doppia gara.

Nella gara disputata alla fine dello scorso mese, Amaduzzi ha imposto un ottimo passo dall’inizio del weekend. Autore del quarto responso nelle prove libere, in cui ha ripreso confidenza col traffico, le molteplici traiettorie e le battaglie corpo a corpo tipiche delle gare su ovale, ha preso poi parte alla seconda delle tre batterie della serata, prima della Main Race.

Con un’ottima partenza, il bolognese si è issato in seconda posizione in soli due giri, per poi passare al comando nel corso dell’ultima tornata andando a vincere.  Nella manovra di sorpasso è stato tuttavia protagonista involontario di un contatto che gli è costata la retrocessione all’ultimo posto e, conseguentemente, in fondo allo schieramento della finale.

A un certo punto ho iniziato a portare un po’ troppa velocità in ingresso curva e, di conseguenza, a patire un po’ di sottosterzo, comportamento che si è acuito in serata con l’illuminazione artificiale. All’ultimo giro ero molto più veloce del leader e l’ho affiancato all’interno in curva uno, ma ho allargato leggermente la traiettoria e ho finito col toccarlo, muovendolo verso il muro – ha commentato Amaduzzi – È stato come se tutto fosse chiuso in una scatola nel mio cervello e come se quella scatola si fosse aperta al momento dello start. Questa è stata la sensazione: fino al verde il mio cervello era come sopito. E poi boom, tutto naturale“.

Per Amaduzzi, che senza la penalizzazione sarebbe partito dalla seconda posizione, la finale si è così presentata più difficile di quanto si poteva immaginare, con 23 avversari da superare. A questo punto Davide si è reso autore di una rimonta fantastica, che lo ha portato a concludere appena fuori dalla top 10.

Il truck del Ricky Bogart Motorsport era super e Ben mi stava dando tutte le info necessarie per gestire il delirio del traffico – ha spiegato Amaduzzi – A otto giri dalla fine, quando potevo ancora puntare a una top 5, come capita spesso in questo tipo di gare alcuni truck si sono toccati e abbiamo fatto il mucchio. Avevo quasi evitato il mucchio grazie alla pronta chiamata via radio di Ben alzandomi verso il muro, ma il truck davanti a me, che aveva fatto la stessa manovra, si è girato e mi ha chiuso l unico varco praticabile. Sono riuscito a ripartire con qualche danno al paraurti e al parafango, ma in otto giri non ho potuto rimontare oltre l’undicesimo posto”.

Sono molto contento del week-end – ha aggiunto ancora – Il risultato è deludente in relazione alla performance espressa, ma guardando tutto il week end nel complesso, è stato super. Ho reimparato tantissime cose. Ho ripreso molti automatismi. Ho condotto i miei primi giri in testa, anche se solo in una heat. Mi sono presentato col giusto biglietto da visitaSono tornato perché la cosa mi ha entusiasmato, per l’energia che emanano queste corse. Non esiste un secondo di gara in cui non ti debba impegnare al massimo. È bellissimo ed è quello che stavo cercando”.

L’appuntamento in pista adesso è per fine mese.

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