F.4 Italia
F4: intervista a Gabriele Minì
Photo Credit: ACI Sport

F4: intervista a Gabriele Minì

Il recente annuncio dell’arrivo di Gabriele Minì nell’Italian F4 Championship tra le fila della Prema ha acceso i riflettori su questo giovane pilota, che alle soglie dei 15 anni si appresta ad affrontare un programma di primo ordine.

Il siciliano, che vanta un bel curriculum nel mondo dei kart, oltre ad indossare tuta e casco nel campionato tricolore ha anche annunciato che prenderà parte ad alcune gare della prestigiosa ADAC F4 sempre sotto i colori della blasonata compagine guidata da Angelo Rosin.
A Minì abbiamo chiesto quali sono le sue aspettative su una stagione che si preannuncia elettrizzante.

Quest’anno affronterai un passaggio importante, dai kart alle monoposto. Come ti stai preparando?

“Sto lavorando mentalmente e fisicamente per sostenere questo passo importante. Riguardo quest’ultimo aspetto sto curando un costante ed intenso allenamento in palestra condito da sessioni di simulatore e ore di kart. Inoltre spendo molto tempo a studiare alcuni video che mi permettono di capire al meglio la conformazione dei circuiti che dovrò affrontare per la prima volta”.

Hai già effettuato dei test con la F4?

“Dopo aver preso parte al Supercorso Federale ACI Sport. da settembre fino a dicembre ho effettuato circa una decina di test tra Monza, Misano Vallelunga, Valencia e Red Bull Ring. È stato molto emozionante, sopratutto in Austria, dove la conformazione del circuito mi ha veramente esaltato. Per me è stato tutto nuovo, ho cercato quindi di assimilare il maggior numero di nozioni”.

Nel team avrai un nome pesante come quello di Sebastian Montoya, come vivi questo confronto?

“Ci conosciamo già dal kart e da un paio d’anni abbiamo avuto modo di confrontarci in pista. Entrambi affronteremo questa sfida come due avversari normali, non ci saranno differenze. Conoscere i nostri stili di guida ed il modo che abbiamo di approcciare una gara, penso sarà un vantaggio sia per me che per lui. Nel team quest’anno saremo tutti rookie, ne vedremo delle belle”.

 Il mondo del kart è propedeutico per le ruote scoperte, cosa ti porti dietro da tutti questi anni di gare nazionali ed internazionali?

“Nel kart ho imparato tante cose. Principalmente farò affidamento all’esperienza maturata in gara. Le competizioni in kart sono molto combattute, devi chiedere il massimo al mezzo dall’inizio alla fine, mentre in monoposto bisogna gestire più aspetti, in primis il consumo degli pneumatici. Sicuramente chi viene dal kart come me è abituato a lottare in bagarre e a dover gestire uno sforzo fisico più impegnativo rispetto a quello richiesto da una formula”.

Quale è il sogno nel cassetto di Minì?


“Un giorno mi piacerebbe raggiungere l’apice di questo sport che è la Formula Uno. La strada non è facile, ma mi impegnerò al massimo per provarci. Non nascondo che mi appassionano anche i rally, magari un domani potrei trovarmi a gareggiare dall’asfalto allo sterrato… nella vita non si sa mai…”

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