Formula 1
F1 Monza: Hamilton, Vettel e il ritorno dei Piloti
Photo Credit: Bonoragency

F1 Monza: Hamilton, Vettel e il ritorno dei Piloti

Il Gp di Monza appena trascorso ha regalato tanti spunti di riflessione sugli attuali protagonisti di questo mondiale di F1 e dell’immagine che questa F1 vuole costruirsi. Se da una parte è palese che Hamilton ha sovrastato di nervi e testa Vettel, mentre in Ferrari succedeva di tutto e il “piano B” Kimi faceva miracoli, dall’altra Liberty Media continua a lavorare per costruire, finalmente, dei personaggi sotto quei caschi scintillanti.

Doveva essere il giorno del triofo di Vettel e della Ferrari: supremazia tecnica, due vetture in prima fila e una costanza di prestazione che sembrava, seppur di poco, superiore alla concorrenza. Sarebbe bastato poco per portare a casa una doppietta, è finita con la Mercedes in parata “a casa dei nostri rivali italiani“, per la gioia di Liberty Media e l’orticaria dei Ferraristi. Cosa è successo forse non lo sapremo mai. Sembrerebbe un eccesso di leggerezza che in Ferrari nessuno abbia pensato ad una strategia, che nessuno abbia detto “Kimi fai così, Seb fai colà”, se è vero (ma è vero?) che in Ferrari si assumono piloti e non maggiordomi, è altrettanto vero che i piloti sono dipendenti e devono, dovrebbero, sottostare alle regole imposte dal Capo. La realtà ci ha invece dato un Kimi che tira la staccata al compagno di squadra alla prima curva e un Seb che, in debito di lucidità mentale, si gira tentando di resistere dopo 30 secondi di gara.

Certo, fosse riuscita la manovra, staremmo probabilmente parlando di altro, ma non è riuscita e, appurato che sono professionisti dalle altissime capacità di guida e sbagliare è un attimo, da chi ha già vinto 4 titoli mondiali e punta al quinto, ci si aspetterebbe una diversa attitudine mentale. Cominciano ad essere tanti gli errori, mentre dall’altra parte Hamilton non ne sbaglia una. Le grandi gare come quelle di Spa servono e dimostrano carattere e talento, ma Hockenheim e Monza sono delle mine autoesplose sulla via per il quinto alloro.

Ha destato scalpore il gioco di squadra Mercedes che ha tenuto fuori Bottas per “rovinare” e quindi rallentare le gomme di un Raikkonen fin li perfetto. E francamente, aver fatto la gara che ha fatto con le coperture in quello stato, è un altro attestato di stima su di un talento tanto cristallino quanto a fasi alterne. Piuttosto, ciò che è successo a Raikkonen dovrebbe essere preso in seria considerazione da chi gestisce la F1 e scrive i regolamenti: è normale che un’auto in scia ad un’altra disintegri le gomme? Con questi presupposti, come si possono incentivare le battaglie, sperare che i piloti si inseguano, creare show che non sia artificiale come il DRS o completamente dipendente dalle soste? E’ una storia vecchia quanto la F1, ma prima o poi bisognerà ragionarci su.

Nel frattempo, continua il lavoro di costruzione di personaggi di Liberty Media. Alonso, sempre più il “cattivo” della situazione, e Verstappen, ormai completamente immerso in quel personaggio da quick bulletto della F1. Qualcuno, per entrambi, userebbe semplicemente la parola “carattere”. Ed era quello che in F1 si aspettava da tempo. Ve li immaginate quei team radio, quelle manovre, quelle dichiarazioni nella “vecchia” F1? Semplicemente assurdo per chi aveva fatto di uno stucchevole politically correct il suo credo.

E a proposito di correct, nella nuova F1 – ma probabilmente succedeva anche prima ma nessuno lo raccontava a chi era a casa – la “furbata” della Renault che fa appello a cinque minuti dal tempo limite a contro il fondo della HAAS rischia di ritorcersi contro. Con le due vetture francesi già ai box, i tecnici HAAS si son visti…lesi il diritto di controispezionare le Renault con la conseguenza di invalidare la squalifica di Grosjean. Anche perchè, al netto che le vetture, con quel fondo, erano già state ispezionate e validate al giovedi, anche quella di Magnussen aveva lo stesso fondo ma non è stata squalificata perchè anche lei già ai box. Tutto gossip che fa solo che bene a questa nuova F1.

Mancano ancora sette gare al termine, prepariamoci ai fuochi d’artificio!

Massimiliano Palumbo

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