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Da Parco Valentino a Milano Monza Motor Show, parla Andrea Levy

Da Parco Valentino a Milano Monza Motor Show, parla Andrea Levy

Parco Valentino Salone & Gran Premio, manifestazione fieristica automotive avente il suo fulcro nell’omonimo parco torinese dall’edizione 2015 a quella 2019, cede il passo a Milano Monza Motor Show mantenendo di fatto intatta la sua struttura organizzativa, salvo decidere di piantare le tende tra il capoluogo lombardo, teatro della President Parade con sfilata di amministratori delegati e presidenti delle Case automobilistiche nei pressi del Duomo, e l’Autodromo Nazionale di Monza, sede dell’esposizione delle vetture e di tanti show dinamici in pista compreso un Gran Premio esibizione di monoposto di Formula 1 appartenenti a svariate epoche storiche. 

Sul ponte di comando Andrea Levy, presidente di Milano Monza Motor Show, che a margine della conferenza stampa di presentazione del Gran Premio Parco Valentino, divenuto un tour itinerante di appassionati e collezionisti alla scoperta dei territori di Arona, Novara e Monza, complici il sostegno dei vertici dell’Automobile Club d’Italia, della Regione Piemonte e della Regione Lombardia, ha delineato con le linee guida di una kermesse ormai divenuta “adulta” e di conseguenza in rapida trasformazione.  

Quest’anno la formula del Salone dell’Auto all’aperto, in calendario dal 18 al 21 giugno 2020, abbandona la città di Torino per approdare a Milano e all’Autodromo Nazionale di Monza valicando quindi i confini piemontesi. Come si è giunti a questo storico passaggio, dal concetto di Salone dell’Auto di Torino al Milano Monza Motor Show? 

«Si tratta appunto di un’evoluzione del concetto, perché l’avventura di Parco Valentino è partita nel 2015 e dopo cinque edizioni possiamo ritenerci orgogliosi di essere riusciti a portare al Salone le Case automobilistiche più blasonate. Come organizzazione, però, ci siamo resi conto che, al di là di qualche ostacolo incontrato nella fruizione del parco torinese, al progetto mancava la componente per così dire dinamica, visto che i visitatori ci chiedevano di poter vedere, sentire e finanche provare le vetture in esposizione. In Italia siamo fortunati perché possiamo disporre di un vero e proprio tempio della velocità che è Monza. Un circuito meraviglioso non solo per quanto attiene alla pista utilizzata dai bolidi della Formula 1, quasi sei chilometri di lunghezza, ma anche sul fronte dell’intero complesso dell’Autodromo Nazionale comprendente l’anello ad alta velocità, le palazzine dell’hospitality, le aree test drive e off road. In buona sostanza un patrimonio unico che abbiamo ben presto identificato quale sede ideale per il nuovo format dell’evento spalmato tra Lombardia e Piemonte». 

La scelta di introdurre un biglietto a pagamento dipende esclusivamente dall’ingresso nel format di Monza o c’è dell’altro?

«All’origine della scelta c’è un concept profondamente rivoluzionato. Il Milano Motor Show sarà infatti un evento dinamico e i picchi di circa 700mila persone giunte in visita al Salone di Torino non sarebbero stati replicabili nel contesto dell’Autodromo. Nel target price dell’evento abbiamo quindi optato per un riposizionamento guardando in primo luogo al contenuto offerto in quel di Monza. All’Autodromo Nazionale gli appassionati troveranno le novità automotive, la storia, il design e le monoposto di Formula 1 di varie epoche in un’unica location. Considerando che per il Festival della Velocità di Goodwood, in Gran Bretagna, si spendono mediamente tra gli 80 e i 100 euro mentre al Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, si raggiungono i 300, i 20 euro necessari per l’ingresso in Autodromo con sconto serale e pacchetti ad hoc per giovani e famiglie garantiranno a tutti gli appassionati di poter prendere parte a uno spettacolo da non perdere». 

All’Autodromo di Monza si terrà l’esposizione dei brand automotive e lo show dinamico nella pista di Formula 1. In quale tipologia di evento saranno coinvolte le monoposto di Formula 1 domenica 21 giugno?

«Gli spettatori avranno modo di assistere a un Gran Premio esibizione patrocinato dall’Automobile Club d’Italia e da Historic Minardi Day. Le vetture di Formula 1 di certo non mancheranno di emozionare gli appassionati di motorsport». 

Non si può parlare di Monza senza pensare alla mitica sopraelevata. Come la utilizzerete per l’evento?

«La sopraelevata verrà utilizzata tutti i giorni per dieci ore al giorno ospitando parate di tutti i tipi, dalle classiche alle sportive fino ai bolidi del comparto motorsport. Sarà esaltante per tutti percorrerla tornando in un certo senso indietro nel tempo; questa possibilità l’avranno anche i partecipanti al Gran Premio Parco Valentino». 

Il Gran Premio Parco Valentino rimane dunque in vita, almeno nella sua denominazione, all’interno del calendario ufficiale del nuovo Milano Monza Motor Show. A questo proposito, in quale modo verranno coinvolte le località di Arona e Novara che si uniranno a Monza?

«La denominazione di Gran Premio Parco Valentino non andrà persa perché questa sesta edizione abbraccia due regioni, Lombardia e Piemonte appunto, con partenza da Arona, sponda piemontese del Lago Maggiore, tappa a Novara con pranzo al Castello e arrivo a Monza andando a formare una sorta di carovana di collezionisti e appassionati con duecento vetture partecipanti pronte a celebrare una grande festa».

Nelle intenzioni dell’organizzazione c’è la volontà di fare sì che il Milano Monza Motor Show possa fungere anche da guida utile per i visitatori alla scelta dell’automobile ideale. Come pensate di realizzare questo progetto?

«C’è da tenere presente che quasi tutte le Case automobilistiche che sposeranno il progetto del Milano Monza Motor Show introdurranno mezzi a propulsione cento per cento elettrica o in alternativa ibrida plug-in, mild hybrid o full hybrid volgendo la propria attenzione verso un mercato ormai imprescindibile. Ci sarà quindi l’occasione di fare chiarezza su diverse tecnologie, l’ibrido su tutte, approfondendo il discorso inerente le nuove emissioni e l’impatto ambientale di componenti che rivestiranno sempre più importanza nel futuro del settore automotive».

Ermanno Frassoni

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