Lamborghini Super Trofeo North America
Capitanio scopre l’America

Capitanio scopre l’America

di Emanuele Fasano

Il weekend del Virginia International Raceway, che ha ospitato il secondo appuntamento 2021 del Lamborghini Super Trofeo North America, è stato molto speciale per i piloti italiani. La vittoria ottenuta nelle due gare con la Dream Racing Motorsport dall’oriundo Richard Antinucci, passato in testa nella classifica Pro, e la solita pole nel primo turno di qualifica di Loris Spinelli (indietro nelle due gare in cui faceva equipaggio con il gentleman Claudinei Senhoreti) non sono passate inosservate.

Come non è passato inosservato il debutto di Dario Capitanio. Il pilota romano, al suo esordio sulla Huracán Super Trofeo Evo, ha concluso nono e sesto assoluto centrando due podi in Pro-Am grazie ad un terzo e un secondo posto, sempre con la Dream Racing Motorsport.

Capitanio, che ha 26 anni e dopo una fulgida carriera in monoposto (nel 2014 ha corso nella Formula Renault 2.0 ALPS ottenendo un miglior quarto posto a Monza nella gara vinta da Charles Leclerc) ha preso parte per un paio di stagioni al Renault Sport Trophy prima di approdare con la Norma LMP3 dell’Oregon Team nell’European Le Mans Series.

Da un paio di anni Capitanio si è trasferito a Las Vegas, per collaborare con la Dream Racing Motorsport guidata dall’ex pilota di Formula 1 e Sportscar, Enrico Bertaggia. Una scelta coraggiosa, che lo ha portato a cambiare radicalmente rotta e che ha avuto lo scorso fine settimana un primo importante riconoscimento.

È stata una vera figata! Due giorni contati prima del weekend, cioè il martedì precedente, Enrico Bertaggia e Ado De Micheli mi hanno chiamato dicendomi che avevano deciso di farmi correre al VIR nel Super Trofeo North America con la vettura BitBull – racconta Capitanio – La mia reazione iniziale è stata di grande entusiasmo. Ma dopo ho realizzato che non avevo mai visto prima la macchina e neppure la pista. Oltre a questo sapevo che avrei avuto a disposizione soltanto due sessioni da mezzora di prove libere. Nel primo turno di venerdì è diluviato ed ho potuto completare pochi giri sul bagnato. Nella seconda sessione dopo dieci minuti Max Weering è finito fuori e hanno dato la bandiera rossa ed in totale ho fatto appena tre giri e altri tre/quattro li ho potuti fare in un turno extra che gli organizzatori ci hanno concesso il giorno dopo, prima delle qualifiche“.

Qualifiche in cui Capitanio è andato comunque bene, chiudendo nel primo turno settimo assoluto e secondo della Pro-Am dietro a Spinelli e nel secondo turno nono assoluto e ancora secondo di classe nonostante un piccolo problema.

In Gara 1 sono partito bene recuperando dopo qualche giro fino alla terza posizione assoluta – continua Capitanio – Poi per inesperienza ho toppato il pit-stop e questo mi ha portato a scendere nono e terzo di categoria. Gara 2 è stata un po’ più lineare; ho migliorato tantissimo il mio passo, tant’è che sono stato tra i più veloci, ma ho sbagliato ancora il pit-stop. Alla fine ho concluso sesto e secondo della Pro-Am“.

Weekend a parte per me è stata la realizzazione di un sogno, perché io sono qui a lavorare tutti i giorni con la Dream Racing come istruttore ma sapevo che con loro ci sarebbe stata la possibilità, se mai me lo fossi meritato, di potere correre da professionista – spiega il pilota romano – L’occasione è arrivata ed è stata tostissima, perché mi sono trovato a dovere gestire tante situazioni difficili: non conoscere la macchina, la pista, il campionato, il team. Avevo veramente tanta pressione addosso, ma poi è andata nel migliore dei modi“.

Per me è stata una bella storia di rivincita. Per venire qua ho lasciato tutto per rincorrere un sogno senza alcuna garanzia – continua Capitanio – Facendo sacrifici, lavorando duro, rinunciando a tutto… i miei sforzi sono stati riconosciuti e mi è stata data l’opportunità di risalire in macchina ed è stato veramente bellissimo“.

Per il futuro ancora nulla è certo. “Se le circostanze lo permetteranno mi piacerebbe e c’è la volontà di finire il campionato e magari disputare anche le World Finals di Misano“, conclude il pilota romano. In ogni caso per il momento un bravo Dario se lo merita davvero.

Share Button