Lamborghini Super Trofeo NA
Amici eroe dei tre mondi

Amici eroe dei tre mondi

Il racconto del raggiungimento di un’impresa ha sempre acceso l’immaginario. Sin dai tempi di Omero, che nell’Iliade invoca la musa Calliope per ispirare il suo canto e dargli forza nel narrare i fatti riportati nel resto del suo poema che verrà tramandato nei secoli a venire. Per gli appassionati del motorsport, raccontare le gesta dei piloti è molto vicino a tutto questo. Proprio come nel caso di Andrea Amici, classe 1993, che nel proprio curriculum vanta titoli importanti al volante di una Lamborghini nel continente asiatico e in Europa, mentre quest’anno la sfida si sposta per lui in America, per la seconda stagione consecutiva con il Wayne Taylor Racing-Prestige Performance.

Solamente le parole di Andrea possono raccontare al meglio quello che dobbiamo aspettarci da questo suo 2020.

Con Lamborghini hai vinto di tutto. Un titolo asiatico nel Super Trofeo e quello del GT Asia, oltre a un titolo europeo. Cosa continua a legarti al “brand” del Toro?

“Ha giocato un ruolo determinante il fatto di essere cresciuto con loro. Dal 2012 faccio parte di questa famiglia, che mi ha sempre supportato concedendomi occasioni veramente importanti. Dallo scorso anno sono anche collaudatore e collaboro come istruttore all’Accademia Lamborghini. Un impegno quindi a 360 gradi”.

Nel 2019 sei stato uno dei protagonisti della serie nordamericana. Eppure il titolo ti è sfuggito per un niente, così come quello della Finale Mondiale. Deluso o comunque ancora più carico in vista del tuo impegno di quest’anno?

“La scorsa stagione è stata molto positiva. Aver sfiorato un risultato così importante oggi mi da ancora più motivazioni nel cercare di fare ancora meglio. Voglio essere ricordato come il pilota che ha vinto le serie Lamborghini in tutti i tre continenti”. 

Quest’anno correrai nella Pro-Am con Ashton Harrison, una ragazza alle sue prime esperienze in pista. Con quali obiettivi?

 “Per Ashton dovrebbe essere il suo terzo anno in auto. Viene dal mondo Mazda e nel 2019 ha assaporato l’ebrezza del Super Trofeo. Siamo concentrati in primis sulla sua crescita, date le sue potenzialità, e perché no anche alla conquista del titolo della nostra categoria”.

Oltre all’impegno nel Super Trofeo Nord America, pensi di avere anche un programma parallelo in GT?

“Non nascondo che sto lavorando sodo per avere la possibilità di correre anche in Europa. Su tutti mi piacerebbe poter gareggiare nel GT Italiano. Inoltre mi piacerebbe gareggiare nuovamente in occasione della 24 Ore di Spa, che reputo ormai una realtà di riferimento nel panorama delle endurance”.

Hai corso in Europa, Asia e Stati Uniti. Quali differenze hai trovato fra i tre mondi?

“In Europa e Asia i circuiti sono simili, ma nonostante in quest’ultima si abbia la sensazione di avere a che fare con un ambiente meno professionale, si ha la percezione di un mondo che è in continua crescita e che ti permette anche di divertiti molto. In America ho trovato una cultura diversa nei confronti del motorsport, attenta e precisa come quella europea, ma con tracciati vecchio stile che non permettono errori. Forse è proprio questo l’elemento chiave che li rende così affascinanti”.

Insomma… Roma, Shanghai e New York. Dove preferisci vivere?

“Attualmente vivo a Bologna, dato il ruolo di collaudatore di cui parlavo prima. Mi trovo molto bene qui in Emilia Romagna, ma non posso nascondere che Roma mi manca”.

A 26 anni c’è qualcosa a cui aspiri?

“Per quello che riguarda lo sport, ambisco a consolidare la mia posizione nelle massime serie GT. Già il prossimo anno vorrei correre nel GT World Challenge…”.

Chi è Amici nella vita privata? Quali sono le tue passioni, il tuo mondo?

Oltre a correre mi dedico al mio giornale, Italia Sera, di cui sono direttore. Inoltre mi sto appassionando alla mia azienda vinicola nelle Marche. Una sfida in cui ho trovato molte similitudini con il motorsport. Ho in cantiere anche un piccolo resort, per farla breve mi servirebbero giornate con più ore”.

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